Porto turistico di Portofino, Liguria

Nel 2026, il sistema portuale turistico italiano attraversa una fase di trasformazione infrastrutturale significativa. Gli investimenti programmati per i porti adriatici superano i 340 milioni di euro, con cantieri aperti da Venezia a Bari. La distribuzione geografica dei fondi riflette sia le esigenze di ammodernamento degli scali esistenti sia la pressione crescente della domanda diportistica lungo l'intera penisola.

Costa Adriatica: i cantieri principali nel 2026

Il porto di Ravenna è al centro del più consistente investimento singolo: 68 milioni di euro destinati alla nuova stazione marittima e all'implementazione del sistema di cold ironing a Porto Corsini. Il cold ironing consente alle navi ormeggiate di spegnere i generatori di bordo collegandosi alla rete elettrica a terra, riducendo le emissioni locali in modo misurabile.

Ad Ancona, 9,8 milioni di euro finanziano l'elettrificazione delle banchine traghetti. La Guardia Costiera gestisce le tariffe di ormeggio per i principali scali adriatici tramite ordinanze triennali: le tariffe 2026–2028 per Porto Empedocle e altri porti meridionali sono state approvate a gennaio 2026.

A Venezia, Porto Marghera e Fusina sono destinati 90 milioni per il cold ironing, mentre Chioggia riceve 6 milioni per lo stesso sistema più 9 milioni per lavori di escavo manutentivo, necessari a garantire l'accessibilità nautica nei canali di accesso.

Marina di Chiavari, porto turistico ligure

Ormeggi: ampliamenti e nuove strutture

Sul fronte degli ormeggi per la nautica da diporto, gli interventi si concentrano su quattro strutture adriatiche: Marina Fiorita, Darsena Le Saline, Romea Yachting Club e La Marina Dorica, per un totale di circa 4 milioni di euro complessivi. Questi ampliamenti rispondono a una domanda stabile di posti barca lungo la costa emiliano-romagnola e marchigiana, dove la saturazione dei marina nei mesi estivi è ricorrente.

Porti del Sud: interventi su Bari, Brindisi e la costa pugliese

Nella parte meridionale dell'Adriatico, Bari riceve 3,5 milioni per la movimentazione dei sedimenti e 11,5 milioni per un secondo terminal crocieristico. Brindisi vede uno stanziamento di 19,4 milioni, Manfredonia di 5,2 milioni, Barletta di 6 milioni. Questi interventi integrano funzioni commerciali e turistiche in scali che storicamente hanno trattato soprattutto traffico merci.

Liguria e Tirreno: capacità e pressione diportistica

Sul versante tirrenico, i porti liguri come Portofino, Rapallo, Santa Margherita Ligure e Camogli sono storicamente saturi nei mesi di luglio e agosto. I fondali ridotti e la morfologia costiera limitano l'espansione fisica delle strutture. La gestione dell'ormeggio in questi porti avviene prevalentemente attraverso ordini di ormeggiatori autorizzati dalla Capitaneria, con tariffe definite localmente.

Per informazioni ufficiali sulle tariffe aggiornate e le autorizzazioni portuali, il riferimento istituzionale è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Considerazioni sulla capacità ricettiva complessiva

L'Italia conta oltre 700 porti e approdi turistici, con una capacità totale stimata in circa 160.000 posti barca. La distribuzione è squilibrata: circa il 60% dei posti barca si trova tra Liguria, Toscana e Sardegna, mentre la costa ionica e quella adriatica meridionale rimangono sottodotate rispetto alla domanda potenziale. Gli investimenti del 2026 puntano a correggere parzialmente questo squilibrio.

I dati sugli investimenti sono tratti da fonti ufficiali e comunicati stampa aggiornati ad aprile–maggio 2026. Per informazioni operative su singoli porti, si raccomanda di contattare le Capitanerie di Porto competenti.